Tipi di cicatrici, come riconoscerle e trattarle

Confronto tra diversi tipi di cicatrici sul viso, prima e dopo il trattamento.

Scritto da

Deborah Santoro

Pubblicato il

23 ott 2026

Indice

Una cicatrice può essere piatta, infossata, rilevata, rigida o più scura della pelle circostante, e riconoscerne l’aspetto aiuta a capire come prendersene cura. In questa guida descrivo i principali tipi di cicatrici, le cause più comuni, la differenza tra cheloide e cicatrice ipertrofica e i trattamenti che possono davvero migliorarne l’aspetto o la funzionalità.

La forma della cicatrice orienta la scelta del trattamento

  • Cicatrice atrofica: appare infossata ed è frequente dopo acne, varicella o infiammazioni profonde.
  • Cicatrice ipertrofica: è rilevata, ma resta entro i margini della ferita originaria.
  • Cheloide: cresce oltre la ferita, può prudere o fare male e raramente regredisce da solo.
  • Cicatrice retraente: tende la pelle e può limitare i movimenti, soprattutto dopo un’ustione.
  • Protezione solare e silicone possono aiutare, ma solo su una ferita completamente chiusa e secondo indicazione adeguata.

Confronto visivo di vari tipi di cicatrici: ipertrofiche, cheloidi, atrofiche, da ustione, chirurgiche, da contrattura e facciali, prima e dopo il trattamento.

I principali tipi di cicatrici e come riconoscerli

Quando osservo una cicatrice, parto da tre elementi semplici: è più alta o più bassa rispetto alla pelle, rimane nei confini della ferita e provoca sintomi? Questo primo esame orienta già la distinzione, anche se la diagnosi precisa spetta al dermatologo o al chirurgo plastico.

Tipo Aspetto e sintomi Cause frequenti Evoluzione
Cicatrice piana o lineare Segno sottile, inizialmente rosso o rosato, poi più chiaro o simile alla pelle Tagli, punti di sutura, piccoli interventi Spesso si appiattisce e diventa meno evidente in mesi o anni
Cicatrice atrofica Avvallamento, fossetta o superficie irregolare Acne, varicella, infezioni o perdita di tessuto Di solito non si colma spontaneamente
Cicatrice ipertrofica Rilievo duro, rosso o violaceo, confinato alla ferita Ustioni, traumi, interventi chirurgici Può ridursi gradualmente, anche in tempi lunghi
Cheloide Rilievo liscio e consistente che supera i margini della lesione Ferite, piercing, acne del tronco e predisposizione familiare Tende a persistere o crescere senza trattamento
Cicatrice retraente o da contrattura Pelle tesa, poco elastica, talvolta dolorosa durante il movimento Soprattutto ustioni estese e ferite profonde Può limitare la funzione dell’area interessata

Il colore non basta per classificare una lesione. Una cicatrice può essere rossa, violacea, bianca, marrone o più scura rispetto alla pelle vicina, soprattutto dopo l’esposizione solare o in presenza di una maggiore pigmentazione cutanea.

La differenza decisiva tra ipertrofica e cheloide

La distinzione che più spesso crea confusione riguarda queste due forme rilevate. La cicatrice ipertrofica rimane dentro il perimetro del taglio o dell’ustione; il cheloide invece si estende oltre i bordi della ferita e può comparire anche a distanza di mesi.

Questa differenza conta perché il cheloide ha una maggiore tendenza a recidivare. A mio giudizio, asportarlo chirurgicamente senza un piano per ridurre il rischio di ricomparsa è una scelta incompleta: il trattamento va programmato da uno specialista e può richiedere più strategie combinate.

Le cicatrici da acne non sono tutte uguali

Le lesioni lasciate dall’acne vengono spesso chiamate genericamente “buchi”, ma sotto questa definizione rientrano forme diverse. Capire quale prevale evita di investire in prodotti o procedure poco adatti alla struttura reale della pelle.

Atrofiche ice pick

Sono piccole e profonde, con un’apertura stretta che ricorda il segno di un ago. La loro profondità rende spesso insufficienti le sole creme, perché il problema non è solo il colore ma la perdita di tessuto nel derma.

Atrofiche boxcar

Hanno bordi più netti e un fondo depresso, rotondo o ovale. Possono essere superficiali oppure profonde, e questa differenza cambia la scelta tra trattamenti di resurfacing, tecniche di rilascio delle aderenze o combinazioni mirate.

Rolling scars

Creano avvallamenti ampi e ondulati, spesso più visibili quando la pelle viene illuminata di lato. In questi casi la superficie può sembrare quasi normale a riposo, ma le aderenze sotto la pelle tirano il tessuto verso il basso.

Dopo varicella o acne severa possono comparire anche cicatrici atrofiche non perfettamente riconducibili a queste tre categorie. Prima di trattarle, io darei sempre priorità al controllo dell’acne attiva: continuare a sviluppare nuove lesioni rende difficile valutare il risultato e può creare altri segni.

Perché una ferita guarisce lasciando un segno diverso

La cicatrizzazione dipende dalla profondità della ferita, dalla sua posizione e dal modo in cui è stata curata. Un taglio netto e ben chiuso tende a lasciare una linea più regolare; una perdita di tessuto, un’infezione o una guarigione lenta aumentano il rischio di un risultato più evidente.

Contano anche fattori individuali come predisposizione familiare, fototipo, età, diabete, fumo e tensione esercitata dalla pelle. Il torace, le spalle e la parte alta della schiena sono aree spesso problematiche per cicatrici rilevate, mentre il viso presenta più frequentemente esiti atrofica legati all’acne.

Il sole non crea sempre la cicatrice, ma può renderla più scura e persistente. Dopo la completa chiusura della ferita, una protezione ad ampio spettro con SPF 30 o superiore, insieme a indumenti o ombra quando possibile, aiuta a limitare discromie e contrasto cromatico.

Leggi anche: Cheloide: riconoscerlo, trattarlo e prevenirlo davvero

Cosa fare nelle prime settimane

Su una ferita ancora aperta non applico gel al silicone, cosmetici o sostanze irritanti. La priorità è seguire le indicazioni ricevute per la medicazione, mantenere l’area pulita e non rimuovere croste o punti senza autorizzazione.

Quando la pelle è completamente guarita, il silicone in gel o in fogli può migliorare soprattutto rilievo, rigidità e prurito di alcune cicatrici recenti. Il risultato non è immediato: servono costanza e tempi spesso di diverse settimane o mesi, e il prodotto deve essere sospeso se provoca irritazione importante.

Quali trattamenti possono migliorare l’aspetto

Nessuna procedura cancella una cicatrice come se la pelle non fosse mai stata ferita. L’obiettivo realistico è renderla meno visibile, più morbida o più funzionale, scegliendo il trattamento in base alla sua forma e alla sua maturazione.

  • Cicatrici piane e lineari: protezione solare, corretta gestione della ferita, silicone e, in alcuni casi, laser vascolare o trattamenti per il colore.
  • Cicatrici atrofiche da acne: microneedling, laser frazionato, subcision, peeling selezionati o filler possono essere valutati in base a profondità, fototipo e tipo di avvallamento.
  • Cicatrici ipertrofiche e cheloidi: silicone, pressoterapia, infiltrazioni di corticosteroidi, crioterapia o laser possono essere usati singolarmente o in combinazione.
  • Cicatrici retraenti: richiedono una valutazione funzionale. Fisioterapia, mobilizzazione, medicazioni specifiche o chirurgia ricostruttiva possono essere necessari quando il movimento è limitato.

Il microneedling non è la risposta universale a ogni cicatrice acneica. Può avere senso per alcune depressioni superficiali, mentre una cicatrice molto profonda o ancorata ai tessuti sottostanti richiede un approccio diverso. Anche il laser va scelto con prudenza, soprattutto sulle pelli che tendono a sviluppare macchie post-infiammatorie.

Per le forme rilevate, le infiltrazioni devono essere eseguite da un medico: una quantità eccessiva di corticosteroide può causare assottigliamento della pelle o alterazioni del colore. Nel caso dei cheloidi, l’escissione isolata può non bastare e va valutata insieme a strategie preventive contro la recidiva.

Quando una cicatrice merita una visita

Una cicatrice stabile e non dolorosa di solito non è un’emergenza. La farei valutare, però, se continua a crescere, diventa sempre più dura, prude molto, sanguina o cambia rapidamente colore e forma.

Sono segnali da non trascurare anche calore, gonfiore, secrezione di pus e dolore in aumento, perché possono indicare un’infezione o un problema di guarigione. Se compare un segno simile a una cicatrice senza ricordare alcuna ferita, è prudente rivolgersi presto a un dermatologo.

La visita è particolarmente importante quando il rilievo si trova vicino a un’articolazione, alla bocca o alle palpebre, oppure quando la pelle tira e impedisce un movimento normale. In questi casi la questione non è solo estetica, ma riguarda la funzione del tessuto.

La regola più utile per leggere una cicatrice

Per orientarsi, basta ricordare una distinzione pratica: se il segno è infossato manca volume, se è rilevato c’è tessuto in eccesso, se tira c’è una componente retraente. Il colore è importante, ma da solo non dice quale trattamento sia più adatto.

Io eviterei il fai da te aggressivo, soprattutto con acidi, aghi o prodotti schiarenti applicati su una pelle non completamente guarita. Una valutazione precoce, una buona protezione dal sole e aspettative realistiche fanno spesso più differenza della ricerca del prodotto miracoloso.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La cicatrice ipertrofica rimane entro i margini della ferita originaria e può ridursi gradualmente. Il cheloide supera i bordi della lesione, può prudere o fare male e tende a persistere o crescere senza trattamento.

Le cicatrici atrofiche da acne possono essere ice pick, piccole e profonde, boxcar, con bordi più netti, oppure rolling scars, caratterizzate da avvallamenti ampi dovuti spesso ad aderenze sotto la pelle. La scelta del trattamento dipende da profondità, fototipo e struttura della cicatrice.

Solo dopo la completa chiusura della ferita si possono valutare gel o fogli di silicone, che possono migliorare rilievo, rigidità e prurito. Una protezione solare ad ampio spettro con SPF 30 o superiore aiuta a limitare discromie e contrasto cromatico.

È opportuno rivolgersi a un dermatologo o a un chirurgo plastico se la cicatrice cresce, diventa più dura, prude molto, sanguina o cambia rapidamente colore e forma. Anche calore, gonfiore, pus, dolore in aumento o una limitazione dei movimenti richiedono valutazione medica.

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cicatrici cheloidi acne silicone microneedling

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Deborah Santoro

Deborah Santoro

Mi chiamo Deborah Santoro e ho accumulato 9 anni di esperienza nel campo della medicina e chirurgia estetica, con un focus particolare su viso, corpo e skincare. La mia passione per questo settore è nata da un interesse profondo per il benessere e l'estetica, che mi ha portato a esplorare le diverse sfaccettature della cura della pelle e delle tecniche estetiche. Mi piace scrivere di come le persone possano sentirsi più sicure e a proprio agio nella loro pelle, affrontando temi complessi con chiarezza e semplicità. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate, verificando le fonti e confrontando diverse prospettive. Mi dedico a semplificare argomenti difficili, rendendoli accessibili a tutti, e seguo con attenzione le ultime tendenze nel settore. Credo fermamente che una buona comunicazione possa fare la differenza nella vita delle persone, e il mio obiettivo è aiutare i lettori a comprendere meglio le opportunità che la medicina estetica offre.

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